io ho notato con malumore che persino la gente che protesta e fa cortei non sa nemmeno qual'è il problema delle pensioni. praticamente protesta per una cosa che non sa.
in breve:
il sistema pensionistico si basa sul fatto che ogni lavoratore che oggi paga contributi, crescerà uno o più figli che provvederanno alla sua pensione.
praticamente in un sistema teorico, due o tre lavoratori che versano 300 euro di contributi, daranno 600-900 euro di pensione all'ex lavoratore.
inoltre prima del 1996 la pensione veniva calibrata in base all'ultimo reddito, infatti la pensione equivaleva all'80% di questo importo.
realisticamente c'è stato un calo demografico. quindi l'INPS riceve meno contributi, e con l'allungamento della vita (fenomeno contemporaneo al calo demografico) l'INPS fronteggia maggiori uscite.
nel tempo i governi hanno apportato la previdenza mista, che praticamente anzicchè dare l'80% dell'ultimo reddito, calcolava un importo variabile secondo i fattori:
1) anni di contributi
2) importi dei contributi
ancora questo sistema è inefficace, ed oggi si è capito che l'unico modo per non far fallire il sistema è quello di aumentare le entrate (aumentando le tasse) e diminuire le uscite (dando a tutti una pensione minima di 450 euro).
se non avete almeno 18 anni di contributi pagati prima del 1996, siete destinati ad avere una pensione di 450 euro.e questo è il problema giovanile di questa sera.
ora come fronteggiare la faccenda? se da 1500 euro passate a 450 euro non avrete più soldi per fare nulla, perchè in età avanzata spenderete tutto in medicine. o vi fate caricare dai figli sperando che riescano a mantenervi come un loro figlio, oppure passate alla pensione complementare, che oltre a risanare il gap pensionistico, hanno anche vantaggi fiscali poichè deducono fino a 5165 euro di tasse sulla dichiarazione dei redditi. inoltre potrete scaricare TFR, potete chiedere anticipazioni (cosa che se la chiedete all'INPS vi danno un calcio in culo) fino al 75% dell'importo ed inoltre fruttano interessi. ma il bello deve ancora venire: se versate all'INPS e morite il giorno del vostro pensionamento, avrete speso 35 anni di contributi per nulla, poichè quei vostri contributi sono a fondo perduto. con la previdenza complementare invece non solo del capitale rivalutato residuo ne beneficiano i figli, ma ne beneficeranno anche in caso di premorienza QUANDO ANCORA STATE VERSANDO E NON AVETE MATURATO ETA' PENSIONABILE.
ora che sapete per cosa in massa protestano, ed ora che sapete come ovviare all'inconveniente, miraccomendo smettetela di gridare al complotto ma quanto prima premunitevi e godete pure dei vantaggi che per decenni l'INPS vi ha privati.
venerdì 22 ottobre 2010
giovedì 18 febbraio 2010
gli inganni della pubblicità
In seguito alle molte richieste che mi avete mandato, vi pubblicherò un breve articolo sugli stratagemmi utilizzati dai pubblicitari o dai venditori.
per prima cosa accenno brevemente sull'importanza del linguaggio. esso è l'unico modo per comunicare realtà ma anche per costruire realtà. se un concetto non corrisponde ad una parola, spesso noi vivremmo ritenendo inesistente quel dato concetto.
innanzitutto ogni concetto può assumere differenti sfaccettature a seconda del sinonimo usato, dall'articolo e dal grado di generalizzazione alla quale viene esplicato. eccovi alcuni esempi:
1)sinonimi:
mario ha una dermatosi
mario ha una scabbia
mario ha la rogna
si dice la stessa cosa solo che tramite le parole mutiamo la gravità dell'evento.
2)articolo:
mi dica testimone, il signor mario il giorno del delitto indossava un abito rosso?
mi dica testimone, il signor mario il giorno del delitto indossava l'abito rosso?
cambia la prospettiva della domanda. quando l'articolo è determinativo pare come se fosse una domanda maggiormente precisa, mentre quando l'articolo è indeterminativo pare che la domanda è più vaga; anche se il concetto è il medesimo. la domanda con l'articolo determinativo, è scientificamente dimostrato che influenza la risposta poichè gli indecisi trovano quasi la conferma che l'abito rosso è la chiave di tutto.
3)generalizzazione:
signora rapinata da extracomunitario.
signora rapinata da canadese.
il canadese è un extracomunitario, però quando generalizziamo, poniamo un'etichetta che estremizza il tutto.
a questo punto notate come già articoli di giornale, affermazione di politici e slogan pubblicitari giochino su questi accorgimenti.
un ulteriore passo è la definizione di "verità". spesso la verità è ambigua e presenta in essa fatti positivi e negativi assieme. a seconda di cosa vogliamo possiamo presentare diversamente un prodotto con frasi perfettamente vere:
1)
questo prodotto contiene l'80% di sostanza non grassa.
questo prodotto contiene il 20% di sostanza grassa.
se leggessimo il secondo annuncio, stenteremmo ad acquistare il prodotto, mentre leggendo la prima affermazione, che è vera tanto quanto la seconda, saremo indotti a vedere la convenienza.
2)
non contiene sostanza X
spesso la sostanza X non è mai contenuta in nessun prodotto simile. a volte oltre a quest'espressione vi è l'aggettivo "aggiunta". seso viene totalmente ignorata questa dicitura, ma in realtà dice una verità: la ditta non ha aggiunto un'ulteriore dose di quella sostanza. ma ciò non significa che non ci sia.
3)
clinicamente testato
tutto viene testato, ma con che esito?
4)
aiuta a...
può aiutare a....
spesso si crede che il prodotto con tale dicitura sia benefico e favorizzi ad esempio la ricrescita dei capelli o il dimagrimento, o la diuresi...ma nessuno sa che innanzitutto le sostanze in eccesso vengono eliminate dall'organismo, e poi in ealtà tutto è posto in chiave positiva. diremmo la stessa cosa se ponessimo la dicitura "impedisce che .... peggiori, o ne rallenta il decadimento"
Il linguaggio eloquente ancora si serve di molti stratagemmi cherispettano sempre la regola del icchiere mezzo pieno o mezzo vuoto:
dire:
paura di cadere
desiderio di rimanere in piedi
è la stessa cosa. sono le parole che ci rimandano a concetti apparentemente differenti.
ecco un breve campione di sinonimi che vi aiuteranno a ribaltare la frittata:
paura-prudenza
timidezza-pudicizia
introversione-caratterialità
testardaggine-convinzione
doppiezza-diplomazia
prepotenza-rigore
fragilità-ipersensibilità
impulsività-trasparenza
pignoleria-precisione
incoscienza-coraggiosità
viltà-schiettezza
divertitevi a far passare col solo uso del linguaggio, la realtà da negativa in positiva senza dover necessariamente mentire!( scusate, fare i furbetti! ;) )
per prima cosa accenno brevemente sull'importanza del linguaggio. esso è l'unico modo per comunicare realtà ma anche per costruire realtà. se un concetto non corrisponde ad una parola, spesso noi vivremmo ritenendo inesistente quel dato concetto.
innanzitutto ogni concetto può assumere differenti sfaccettature a seconda del sinonimo usato, dall'articolo e dal grado di generalizzazione alla quale viene esplicato. eccovi alcuni esempi:
1)sinonimi:
mario ha una dermatosi
mario ha una scabbia
mario ha la rogna
si dice la stessa cosa solo che tramite le parole mutiamo la gravità dell'evento.
2)articolo:
mi dica testimone, il signor mario il giorno del delitto indossava un abito rosso?
mi dica testimone, il signor mario il giorno del delitto indossava l'abito rosso?
cambia la prospettiva della domanda. quando l'articolo è determinativo pare come se fosse una domanda maggiormente precisa, mentre quando l'articolo è indeterminativo pare che la domanda è più vaga; anche se il concetto è il medesimo. la domanda con l'articolo determinativo, è scientificamente dimostrato che influenza la risposta poichè gli indecisi trovano quasi la conferma che l'abito rosso è la chiave di tutto.
3)generalizzazione:
signora rapinata da extracomunitario.
signora rapinata da canadese.
il canadese è un extracomunitario, però quando generalizziamo, poniamo un'etichetta che estremizza il tutto.
a questo punto notate come già articoli di giornale, affermazione di politici e slogan pubblicitari giochino su questi accorgimenti.
un ulteriore passo è la definizione di "verità". spesso la verità è ambigua e presenta in essa fatti positivi e negativi assieme. a seconda di cosa vogliamo possiamo presentare diversamente un prodotto con frasi perfettamente vere:
1)
questo prodotto contiene l'80% di sostanza non grassa.
questo prodotto contiene il 20% di sostanza grassa.
se leggessimo il secondo annuncio, stenteremmo ad acquistare il prodotto, mentre leggendo la prima affermazione, che è vera tanto quanto la seconda, saremo indotti a vedere la convenienza.
2)
non contiene sostanza X
spesso la sostanza X non è mai contenuta in nessun prodotto simile. a volte oltre a quest'espressione vi è l'aggettivo "aggiunta". seso viene totalmente ignorata questa dicitura, ma in realtà dice una verità: la ditta non ha aggiunto un'ulteriore dose di quella sostanza. ma ciò non significa che non ci sia.
3)
clinicamente testato
tutto viene testato, ma con che esito?
4)
aiuta a...
può aiutare a....
spesso si crede che il prodotto con tale dicitura sia benefico e favorizzi ad esempio la ricrescita dei capelli o il dimagrimento, o la diuresi...ma nessuno sa che innanzitutto le sostanze in eccesso vengono eliminate dall'organismo, e poi in ealtà tutto è posto in chiave positiva. diremmo la stessa cosa se ponessimo la dicitura "impedisce che .... peggiori, o ne rallenta il decadimento"
Il linguaggio eloquente ancora si serve di molti stratagemmi cherispettano sempre la regola del icchiere mezzo pieno o mezzo vuoto:
dire:
paura di cadere
desiderio di rimanere in piedi
è la stessa cosa. sono le parole che ci rimandano a concetti apparentemente differenti.
ecco un breve campione di sinonimi che vi aiuteranno a ribaltare la frittata:
paura-prudenza
timidezza-pudicizia
introversione-caratterialità
testardaggine-convinzione
doppiezza-diplomazia
prepotenza-rigore
fragilità-ipersensibilità
impulsività-trasparenza
pignoleria-precisione
incoscienza-coraggiosità
viltà-schiettezza
divertitevi a far passare col solo uso del linguaggio, la realtà da negativa in positiva senza dover necessariamente mentire!( scusate, fare i furbetti! ;) )
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